Yu-Gi-Oh! Collezione Rarità: le foto delle nuove rarità (e come riconoscerle)

Yu-Gi-Oh! Collezione Rarità: le foto delle nuove rarità (e come riconoscerle)
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La Collezione Rarità del 25° anniversario di Yu-Gi-Oh! è stata lanciata da Konami il 2 novembre: pur essendo composta da sole ristampe, la collezione rappresenta già una pietra miliare per il mondo di Yu-Gi-Oh!, specie per i collezionisti. Il perché è presto detto: il set rappresenta una vera e propria rivoluzione per le rarità del cardgame!

Un po’ di Giappone in occidente

Il grande cambiamento della Collezione Rarità del 25° anniversario è l’introduzione delle rarità “alla giapponese” anche nel TCG occidentale. Come i collezionisti certamente sapranno, finora il cardgame di Konami ha adottato due sistemi diversi per la gestione delle carte rare: in occidente, ogni set aveva un preciso numero di carte Comuni, di Rare, di Super Rare, di Ultra Rare e via dicendo. Un po’ come avviene per il GCC Pokémon, per intenderci: salvo rari casi, una carta Comune non è disponibile in altre varianti di rarità. L’unica eccezione sono le rarità più elevate, come le Rare Segrete del Quarto di Secolo o, in passato, le Rare Ultimate e le Rare Ghost, che sovente hanno avuto delle controparti in versione Rara Segreta, Ultra Rara o Super Rara per evitare che il loro prezzo salisse a dismisura in caso esse vedessero un gran gioco nel competitivo.

In Giappone, invece, le cose vanno diversamente. Tutte le carte di ogni set sono disponibili in più rarità: in soldoni, una carta Comune può essere anche Rara, Super Rara, Ultra Rara, Rara Segreta e via dicendo. Questo sistema di classificazione delle carte è una manna dal cielo per molti giocatori, perché permette a chi desidera semplicemente il completamento di un set (o vuole crearsi un mazzo competitivo) di raggiungere il suo obiettivo spendendo relativamente poco, o comunque molto meno dei giocatori occidentali di Yu-Gi-Oh!. Al contempo, però, i collezionisti più incalliti possono darsi degli obiettivi più ambiziosi, come il completamento della cardlist di un’espansione in una delle rarità più elevate. Queste ultime, visto che sono relativamente più comuni rispetto ai drop rate occidentali, costano anche meno, rendendo meno proibitivo il completamento del “master set” di ciascuna espansione dell’OCG giapponese di Yu-Gi-Oh!.

Con la Rarity Collection, la gestione giapponese delle rarità arriva anche in occidente: 79 carte compongono la cardlist del set, ma ciascuna è disponibile nelle versioni Super Rara, Rara Ultra, Rara Segreta, Rara Ultimate in stile Prismatico, Rara Segreta Platino, Rara Segreta del Quarto di Secolo e Rara Collector in stile Prismatico. Con tutte queste rarità, l’apertura di ogni pacchetto è uno spasso e riserva davvero tante sorprese, anche perché i drop rate sono ancora tutti da capire: non c’è, insomma, la certezza che ogni box contenga un dato numero di carte di ciascuna rarità, come invece avviene per le espansioni “tradizionali” del TCG giapponese. La questione potrebbe rappresentare un problema per alcuni giocatori, ma non disperate: i box della Collezione Rarità sono gonfi di carte rare, perciò il rischio di trovarvi a bocca asciutta è basso.

Le nuove rarità di Yu-Gi-Oh! e come riconoscerle

Con ben sette rarità diverse, alcune delle quali inedite, la Rarity Collection si appresta dunque a diventare un prodotto imprescindibile per tutti quei collezionisti che vogliono ingrossare l’album senza spendere troppo. Su queste basi, il prodotto potrebbe diventare un successo di pubblico: la speranza è infatti che esso venda bene, se non altro per evitare che la rivoluzione delle rarità di Yu-Gi-Oh! si fermi qui, dal momento che già i prossimi set del TCG torneranno alla distribuzione “standard” delle carte rare, mettendo da parte il sistema giapponese. In parallelo, per alcuni distinguere tutte le nuove rarità potrebbe essere un problema, visto che almeno un paio di esse tendono a confondersi tra loro. Cerchiamo dunque di fare chiarezza!

Partiamo con Super Rare e Ultra Rare, due rarità storiche del GCC Konami e sulle quali non ci soffermeremo troppo. Queste ultime hanno un artwork olografico, con un trattamento che viene esteso anche all’indicatore dell’attributo e alle stelline del livello. Il nome, invece, resta scritto in nero (o in bianco per i mostri XYZ). Nelle Ultra Rare, invece, il lettering del nome è color oro, mentre artwork, attributo e livello rimangono holo: la possibilità di confondere tra loro Ultra Rare e Super Rare, insomma, c’è, ma non è delle più alte.

Passiamo invece alla Rare Segrete, un’altra rarità già vista nel TCG di Konami e che non ha bisogno di presentazioni. Le Rare Segrete sono tra le carte più amate da tutti i collezionisti: esse hanno il lettering del nome argentato, mentre l’artwork presenta un pattern foil con righe diagonali molto pronunciate e ben visibili. Molto simili a queste ultime sono le Rare Segrete Platino, che presentano lo stesso trattamento per il nome della carta e la sua illustrazione, ma che aggiungono un pattern olografico diagonale sui bordi della textbox e sulla cornice dell’illustrazione. Il nostro consiglio è quello di guardare proprio la textbox: se luccica, avete tra le mani una Rara Segreta Platino.

Le Rare Segrete del Quarto di Secolo, pur essendo recentissime (sono infatti state introdotte solo con il 25° anniversario di Yu-Gi-Oh!), sanno come farsi riconoscere: hanno un pattern simile a quello delle Rare Segrete standard, ma questa volta esso viene esteso a tutta la carta, è a righe orizzontali e verticali (e non diagonali) e nella textbox possiamo vedere una filigrana con il logo del 25° anniversario di Yu-Gi-Oh!, che però viene nascosta nel caso dei mostri, delle magie e delle trappole con un effetto particolarmente lungo (ovvero sulla stragrande maggioranza delle carte degli ultimi anni, purtroppo).

Le Rare Collector e le Rare Ultimate prismatiche sono infine una novità assoluta per il mondo occidentale, mentre sono già ben note da qualche anno ai collezionisti nipponici. Entrambe vantano una pesante copertura foil che si estende su tutta la carta, artwork compreso: la differenza principale, però, sta nel fatto che le Rare Collector hanno una filigrana a triangoli lungo l’intero bordo, mentre le Rare Ultimate hanno dei “pallini” su tutto il fronte, che le distingue dalla copertura unitaria delle altre carte. Infine, le Rare Ultimate sono ulteriormente abbellite da un trattamento 3D per l’illustrazione della carta, che le rende immediatamente riconoscibili ad occhio nudo e che fornisce loro una profondità incredibile, ancora impareggiata dagli altri giochi di carte collezionabili.